Cava di bauxite: Marte nel Salento?

vista della cava di bauxite al tramonto

Cava di bauxite: storia

Dove nacque la cava di Bauxite?

A pochi chilometri dal nostro b&b a Lecce potrete ammirare uno spettacolo della Natura, che ha preso il sopravvento sull’opera dell’uomo.

Nel 1940 fu individuato un importante giacimento di bauxite a ca. 1,5 chilometri da Otranto, in prossimità di Monte S.Angelo. Negli anni postbellici si sperava in uno sviluppo industriale della nostra regione, per questo furono sfruttate tre cave di bauxite: sul Gargano, sulle Murge e nel Salento ( Otranto, Uggiano, Poggiardo e Palmariggi).

L’origine di questi giacimenti è dovuta alla presenza di blocchi di rocce carbonatiche, alquanto spesse, che, disgregandosi, hanno lasciato nel terreno ossidi di ferro e di alluminio. Il terreno tipico della cava di bauxite, color rosso sanguigno, è molto diffuso nel Salento, soprattutto in prossimità di doline (cavità di origine carsica) e canaloni costieri.

Il minerale, estratto nella cava di Otranto fino alla metà degli anni ’70, trasportato al porto, veniva imbarcato per Porto Marghera, dove si estraeva l’alluminio.

Lo sfruttamento della cava si rivelò alquanto dispendioso, per questo fu abbandonata.

Formazione del lago

La presenza di falde freatiche nella cavità ha fatto si che si colmasse d’acqua leggermente salmastra, a livello costante in autunno, inverno e primavera, leggermente più basso in estate. Le pareti scoscese intorno ad essa sono particolarmente rigogliose di vegetazione.

Il “lago di bauxite” appare a forma di cuore, misura 100 metri di diametro e pochi metri di profondità. Il paesaggio, tra acqua e terra, è meraviglioso, fa pensare a Marte, il pianeta rosso.

Impressioni paesaggistiche e occasioni di “sfruttamento” attuale

Ciò che più impressiona il visitatore è il contrasto tra il verde smeraldo e, talvolta, l’azzurro intenso del lago, il rosso-sangue del terreno e il verde vigoroso delle varie e numerose piante mediterranee e di quelle tipiche lacustri. Intorno alle sponde crescono molto fitte le canne. Nelle acque vivono piccoli pesci d’acqua dolce: gambusie e pesci rossi.

Il colore presente nel terreno è ancora sfruttato da alcuni artigiani salentini, che preparano colori naturali per le loro opere in terracotta e ceramica.

Il luogo è particolarmente adatto a chi pratica trekking. Chi volesse ammirare il lago e, contemporaneamente,ascoltare ottima musica, potrebbe visionare il video “L’Immmenso” dei Negramaro.

La leggenda

Intorno al lago di bauxite è già nata una leggenda, che circola in rete.

Asmodeide, bellissima ragazza otrantina, amava Teofante, giovane nobile d’animo e di modi. La vita della fanciulla sembrava quella di una normalissima ragazza, con tanti sogni e speranze. Tuttavia,non era così serena, poiché, durante il sonno notturno,sognava ciò che sarebbe accaduto il giorno dopo. Peraltro, i suoi ricordi non erano completi. Asmodeide provava una particolare inquietudine, poiché non poteva prevenire gli eventi sventurati che sognava. Tuttavia, cercava in ogni modo di essere felice, o, almeno, di apparire tale.

Non lontano da Otranto c’era una conca molto profonda, circondata da una terra di colore rosso-sangue, priva di acqua. Tutti credevano che, attraverso quella conca, si entrasse nel regno degli Inferi.

Asmodeide era solita recarsi presso di essa, perché solo lì riusciva a realizzare una pausa di serenità nella sua vita tormentata; anche perché aveva deciso di non rivelare a nessuno la sua “dote negativa”, per non incorrere in terribili disgrazie.

Intanto, avvicinandosi il giorno delle nozze con Teofante, temeva che la sua veggenza interferisse negativamente con la vita matrimoniale.

L’incontro con il Fato

Recatasi, come al solito, nei pressi della conca, incontrò il Fato, nelle sembianze di un vecchio sporco e addentato, che le intimò di non sposarsi, ma di accettare lui come suo sposo, altrimenti Teofante sarebbe morto.

Asmodeide fu irremovibile, sposò il suo Teofante, che subito dopo morì per il crollo del soffitto. Il Fato, che la ragazza aveva sfidato, le inflisse una terribile punizione. Dalla sua bocca, ad ogni parola pronunciata, sarebbe sgorgata tanta acqua. La fanciulla, nel tentativo di sfuggire alle avance del Fato, precipitò nel pozzo.

Le sue invettive contro il Fato riempirono di acqua il profondo pozzo e permisero alla terra rossa di essere rigogliosa e sempre verde per le svariate piante, che, da quel momento, resero quel luogo un paradiso terrestre.

Cava di Bauxite Otranto

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