Arte Barocca – il tesoro di Santa Maria degli Angeli a Lecce

Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro b&b a Lecce dell' arte barocca leccese

La chiesa, stupefacente esempio di Arte Barocca, sita nel lato nord di Lecce, presso le Mura Urbiche, di recente valorizzate e rese accessibili, grazie ad un magistrale restauro, può costituire un degno epilogo della visita alle Mura Urbiche.

S. Francesco da Paola

Chiesa di Santa Maria degli Angeli in un affresco. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

I leccesi, in realtà, hanno, da sempre, intitolato la chiesa a S. Francesco da Paola, poiché furono i Minimi Francescani ad amministrarla.

La sua costruzione

La costruzione si deve a Bindaccio Bernardo Peruzzi, nobile originario di Firenze, sposato con Giovannella Maremonte, nobildonna leccese.

Bindaccio espresse nel suo testamento la volontà di realizzare la chiesa e Giovannella, morto Bernardo, tenne fede al desiderio del suo sposo.

Infatti, nel 1524 fece costruire, su disegno di un architetto senese, una piccola chiesa, dotata di un oratorio e sita immediatamente all’esterno delle Mura della città, tra Porta S. Martino, distrutta nel ’800, e Porta S. Giusto, sostituita, nel 1548, da Porta Napoli.

La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

Le successive modifiche all’area ed il completamento delle mura urbiche a Lecce

Negli anni 40 del XVI secolo si realizzarono alcune importanti modifiche in quell’area: furono ampliate le Mura Urbiche e, di conseguenza, chiesa e oratorio furono demoliti, a favore di un complesso più ampio e architettonicamente importante all’interno delle Mura. Contiguo alla chiesa, il convento dei Minimi, che, come descritto da Giulio Cesare Infantino in “Lecce Sacra”, era dotato di “bellissimi Chiostri”, impregnati di arte barocca,con rigogliosi ed estesi aranceti e ampie camere destinate ai monaci. L’Infantino non esita a definirlo uno dei più belli e architettonicamente più importanti tra i conventi esistenti nel regno di Napoli.

L’area circostante

Intorno a piazza dei Peruzzi, che ci permette di ammirare prospetticamente la facciata della chiesa, insistono importanti costruzioni: palazzo Lopez y Royo (istituto dei ciechi), adiacente all’ex convento, che divenne, successivamente, il Carcere di S. Francesco e oggi sede della Guardia di Finanza. A sud-ovest l’ex convento e chiesa delle Cappuccinelle (successivamente e a tutt’oggi sede, anche questa, della Guardia di Finanza).

La facciata della chiesa di Santa Maria degli Ageli

La facciata della chiesa presenta caratteristiche dell’ arte barocca, con influssi rinascimentali. Fu decorata da Gabriele Riccardi, importante architetto e scultore leccese. A lui si devono varie opere, tra cui la chiesetta di S. Marco, in piazza S. Oronzo, il disegno della basilica di S. Croce e il presepe in legno dipinto nel Duomo di Lecce.

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Due colonne, ai lati della facciata, dotate di basamento, sono finemente intagliate con rappresentazioni di elmi, bandiere, fiori, foglie e altri motivi ornamentali.

Sovrasta l’architrave un’aquila, che afferra con gli artigli una targa raffigurante una donna distesa. A destra e a sinistra amorini in groppa a cavalli, intervallati da motivi ornamentali, raffiguranti foglie di acanto. Agli angoli due candelabri con fiaccole ardenti. Nel timpano la Vergine in trono, con

Gesù Bambino acefalo, ritto sul ginocchio destro. Due grandi angeli la incoronano e altri due sono in preghiera. Intorno al timpano una cornice di angioletti alati. Le rappresentazioni angeliche sono, in generale, presenti in abbondanza anche nell’interno della chiesa.

Nei due angoli superiori si possono vedere gli stemmi dei Maremonte e dei Peruzzi. Ancora più in alto una epigrafe in latino, del 1620, ricorda la presenza della statua di S. Michele Arcangelo, protettore dei Minimi. La statua, danneggiata da un fulmine, è stata tuttavia restaurata ed è, attualmente, custodita all’interno della chiesa, entrando, a destra.

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Al di sopra dell’epigrafe, una finestra rettangolare, sovrastata da un grande stemma dei Maremonte, evidenziato dalle proporzioni e dai rilievi ornamentali.

Nel secolo XVIII, la chiesa subì delle modifiche relative al prospetto, ampliato e arricchito da altre finestre.

Il marcapiano e l’intero prospetto sono dotati di altre decorazioni ad archetti, scanditi da testine maschili e femminili di personaggi illustri dell’epoca.

Interno di S. Maria degli Angeli

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La chiesa è a tre navate. Quella centrale, con volta a botte, più larga, è delimitata da 14 colonne con capitello; esse sono alquanto massicce e costituite da un unico blocco di pietra leccese. Il pavimento è stato rifatto negli anni 70 del XX secolo. Sotto il pavimento originario furono rinvenuti i resti di nobili leccesi.

Gli Altari, entrando a destra

  • Primo Altare: dedicato all’Annunciazione.
Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

Due colonne intagliate, come negli altri altari, delimitano la grande tela, opera del napoletano Paolo De Matteis. Era un pittore girovago, nativo del Cilento, attivo in tutto il regno di Napoli e in Europa.

Artista rappresentativo della pittura italiana tra la fine del ‘600 e l’inizio del ’700. Dipinse su commissione di illustri personaggi del suo tempo, tra cui Papi e Sovrani; tra essi, Papa Innocenzo XII e il re di Francia Luigi XIV.

Il paesaggio del Cilento è presente sullo sfondo di molti suoi dipinti. Gli angeli, rappresentati nella tela, sono scolpiti anche all’esterno. In una conchiglia, la statua di Giovanni Battista con l’agnello.

Sotto l’altare la “Pietà” di un artista locale, tuttavia sconosciuto, che ha realizzato l’opera con evidenti errori nelle proporzioni, ma ha saputo esprimere sapientemente il dolore del Cristo e della Madonna nei volti.

Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca
  • Secondo Altare: La Natività di Maria Vergine, allattata da una balia.

L’autore è ignoto. Particolarmente ricca la decorazione delle colonne e della cornice, tipicamente di arte barocca.

Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

In alto si nota una piccola tela con la Madonna e due angeli scolpiti in pietra; uno reca una corona e l’altro un teschio (simboli del potere temporale e spirituale). Sono presenti, inoltre, medaglioni con episodi della vita di S. Francesco da Paola.

  • Terzo Altare: di S. Carlo Borromeo.
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Opera del pittore gallipolino Giandomenico Catalano, risalente ai primi del ‘600. S. Carlo, vescovo di Milano, prega la Madonna, perché protegga la città dalla terribile pestilenza di manzoniana memoria.

Il pittore, definito dall’Infantino “eccellente”, fu molto attivo nel Salento. La figura di S. Carlo è rappresentata, con eleganza e austerità, in atteggiamento ieratico e implorante.

  • Quarto Altare: di Maria Maddalena o di S. Rosalia, patrona di Palermo.

Ignoto l’autore della tela. La santa è rappresentata mentre prega in una grotta sul monte Pellegrino (?), con alle spalle due angeli, recanti corona e palma, forse simboli del martirio di S. Rosalia.

Da notare lo sguardo mistico della figura in questione, la policromia degli elementi naturali, resi realisticamente. Venendo meno l’esuberante ricchezza dell’ arte barocca, in questo altare si notano influssi rinascimentali. Nel timpano il leone di S. Marco, simbolo del potere mercantile di Venezia, così presente in quel tempo a Lecce.

  • Quinto Altare: Presentazione di Maria al Tempio.

La tela, più piccola delle precedenti, è di autore ignoto di scuola napoletana. Maria è accompagnata da S. Anna e S. Gioacchino ed è ricevuta dal sommo sacerdote del Tempio. Le colonne tortili laterali sono barocche.

  • Sesto Altare: Madonna del Rosario.

Il dipinto è molto deteriorato. Ignoto l’autore. La Vergine, vestita di rosso, è avvolta in un mantello di un azzurro intenso. Sulle sue ginocchia Gesù che porge il rosario a S. Domenico di Guzman e a S. Caterina da Siena. Due immancabili angeli incoronano la Madonna.

  • Settimo Altare: dell’Addolorata o dello Spirito Santo.

La statua in cartapesta, del XX secolo, è in abito nero e avvolta in un mantello di pizzo. Ai due lati sculture in pietra leccese di S. Orsola e S. Caterina, che partecipano al dolore. Si nota la costante presenza di angeli e motivi ornamentali di chiara arte barocca. L’altare è attribuito a Giuseppe Zimbalo, architetto e scultore leccese, a cui si deve la parte superiore della Basilica di S. Croce, il Duomo e altre importanti opere barocche.

Il medaglione rappresenta lo Spirito Santo, simboleggiato da una colomba. Il quadro, posato sull’altare, rappresenta l’Addolorata. L’altare era proprietà dei Giaconia (v. stemma della famiglia sull’architrave), nobili leccesi, il cui palazzo (successivamente Lopez y Royo) si trova nei pressi della chiesa. Attraverso il portone d’ingresso dello stesso si raggiungono le Mura.

Altare Maggiore

Inserita in una conchiglia S. Maria degli Angeli in cartapesta. Reca in grembo Gesù.

Autore dell’opera Pietro De Vitis. Sotto la volta del presbiterio 12 affreschi, che fanno da cornice a due affreschi più grandi, che rappresentano episodi della vita di S. Francesco da Paola.

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Sulla parete a sinistra dell’altare Maggiore vi è una tela estesa di ca. 12 mq, di autore ignoto. Raffigura la presentazione di Maria al Tempio, scena già presente nel quinto altare a destra. Le due tele sono, tuttavia, differenti. Nella tela in questione le figure hanno una collocazione nello spazio, che le rende più significative e ricche di fascino. Il sacerdote è figura centrale; a sinistra la Vergine con i suoi genitori e un gruppo di persone, a destra due saggi, che partecipano eloquentemente all’evento.

Il paesaggio è arricchito dall’immancabile presenza di angeli, che spargono fiori. La colomba, simbolo dello Spirito Santo e un cagnolino bianco, che, realisticamente, assiste alla scena. Sulla parte di fronte, un’altra tela più piccola, con S. Gioacchino e S. Anna, che sorreggono Maria bambina. Paesaggio e angeli, che recano la scritta “Nomen erit Virgini Mariae”, completano la tela.

Gli Altari di sinistra

  • Primo Altare: della Vergine di Pozzuoli e di S. Fortunato.

S. Fortunato, accanto all’immagine della Madonna, è uno dei protettori di Lecce, insieme a S. Giusto e S. Oronzo. Egli fu vescovo di Lecce e nella tela implora la protezione della Vergine per la città, che è ben rappresentata da Porta S. Giusto e alcuni campanili. Si suppone che la tela sia appartenuta ad una chiesa presso porta S. Giusto, andata distrutta, intitolata a S. Maria di Pozzuoli.

  • Secondo Altare: della Vergine della Campana.

Nell’affresco è rappresentato, accanto alla Madonna col bambino, un piccolo campanile. La Vergine protegge la città, rappresentata da un paesaggio appena accennato. Il dipinto richiama la scuola giottesca.  Il tripudio di angeli intorno e la corona in alto rendono degno ossequio alla Vergine.

In evidenza lo stemma dei Carignano, nobile famiglia di origine tarantina.

  • Terzo Altare: della Strage degli Innocenti.
Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

Il dipinto è attribuito ad Antonio Verrio, pittore leccese, attivo anche a Parigi e in Inghilterra, dove introdusse l’illusione della prospettiva e l’arte barocca. Contribuì persino ai decori del Castello di Windsor.

La tela rappresenta, in modo drammatico, l’evento biblico della strage, con forti chiaroscuri, intrigo di corpi dilaniati e atteggiamenti disperati di madri. E’ importante notare la precisa corrispondenza delle forme scolpite  sulle colonne, ai lati del quadro. L’ espressione di dolore e di disperazione, espressa sulla tela, viene magistralmente trasferita su pietra.

  • Quarto Altare: dei Beati Gasparre De Bono e Nicolò dei Longobardi (dell’ordine dei frati minori di S. Francesco da Paola).

L’epigrafe non si riferisce alla tela, ma a un’opera presente precedentemente nell’altare.

Gasparre prega davanti a Nicolò. Più in alto Cristo in croce e il Padre Eterno. L’altare è esemplare espressione dell’ arte barocca leccese, per le cornici e le colonne finemente intagliate e ricche di iconografia.

  • Quinto Altare: di S. Francesco da Paola.

Statua in legno, con base in metallo. Inserita in una nicchia e ai lati due colonne, riccamente intarsiate in basso e più sobrie verso l’alto.

  • Sesto Altare: della Vergine di Costantinopoli e S. Caterina di Alessandria.

Autore: Giansenio Strafella da Copertino, discepolo di Michelangelo, dal quale apprese l’uso della prospettiva.

Sono rappresentati: Maria col bambino, S. Caterina di Alessandria e S. Michele Arcangelo.

  • Settimo Altare: di fronte, a sinistra dell’Altare Maggiore.
Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

La statua in pietra, ad altezza naturale di S. Francesco da Paola è di età barocca. Non è un’opera artisticamente apprezzata.

Echi Caravaggeschi tra l’arte barocca: la porta della sacrestia

Il Cristo alla Colonna

Autore: Massimo Stanzione, artista napoletano. L’opera, di notevole importanza, ricorda il realismo di Caravaggio. La figura del Cristo emerge nella sua cruda luminosità dall’oscurità dell’ombra (v. lo stesso tema dipinto dal Caravaggio e conservato presso il Museo di Capodimonte). Il corpo del Cristo è colto nel momento più intenso di tensione fisica e, soprattutto, emotiva. In questo modo, l’artista, di scuola caravaggesca, ha voluto evidenziare il dramma di quel triste episodio.

La Sacrestia

Merita una visita anche questo ambiente, a cui si accede attraverso una porta tra gli ultimi altari a sinistra. E’ composta da un oratorio, da una sala riunioni ed una piccola parrocchia.

Nell’oratorio si notano 17 lunette sottostanti ad archi a sesto acuto.

Le figure dipinte rappresentano sovrani e personaggi illustri appartenenti all’ordine dei Minimi Terziari. I nomi di alcuni di essi sono leggibili. Per es. quello di Elisabetta di Francia, moglie di Filippo II di Spagna, morta giovanissima, forse per mano del marito geloso.

Foto della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lecce. La guida del nostro B&B a Lecce all' arte barocca

Sul soffitto, in posizione centrale, l’affresco con l’immagine di S. Francesco da Paola.

La sala riunioni presenta volta a botte, sorretta da archetti a sesto acuto.

La piccola parrocchia era utilizzata dai Frati per la meditazione. L’altare è caratterizzato da elementi di arte barocca e rinascimentali. Le tele presentano l’immagine della Vergine, particolarmente utilizzata in tutto il complesso architettonico e pittorico della Chiesa.

Uno scrigno d’ arte barocca leccese

La visita alla Chiesa di S. Maria degli Angeli, poco nota anche ai leccesi, è particolarmente consigliata; a coronamento di una passeggiata sulle mura urbiche e dei giardini ad esse prospicienti, per scoprire uno scrigno d’arte architettonica e pittorica significativa dell’ arte barocca leccese.

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